lunedì, 23 novembre 2009, alle 10:43

Milan - Cagliari 4-3 (Seedorf, Borriello, Pato, Ronaldinho rig.)

A me vien da ridere quando dicono che giochiamo bene. Se giochiamo bene, allora i bambini dei Pulcini giocano bene. Siamo spettacolari, ma nel concetto di giocar bene dovrebbe rientrare anche quello di equilibrio (anche se, nello specifico della gara di ieri, almeno due gol sono arrivati in superiorità numerica  e uno addirittura su rimessa con le mani!). 

Va da sé che, finché dura e potrebbe durare per davvero, c'è poco da lamentarsi: chi ama vedere squadre equilibrate (rientro nella fazione)  preferirebbe altri spettacoli, ma è un fatto che così facendo abbiamo ribaltato umore e classifica. E i fatti hanno sempre ragione. Ed è pure sensato il ragionamento di chi pensa che in fondo, non potendo vincere, tanto vale badare allo spettacolo. Marketing puro.

Mi vien da ridere anche a sentire le giravolte dialettiche di Galliani: me lo ricordo benissimo (mesi e non secoli fa) dire che per vincere bisogna avere una buona difesa, che si deve partire dalle fondamenta ecc. Ora dice il contrario. La propaganda è il mestiere di ogni buon manager, ma che riesca a metterci lo stesso sorriso è sempre sorprendente. Chapeau.

Guardate e riguardate il gol di Pato: per me è anche un gesto atletico pazzesco. Osservate il movimento del corpo tra lo stop e il tiro e la velocità con cui si coordina e bascula la gamba: è un gatto. E guardate e riguardate Borriellone e chiedetevi quanti punti ci è costato negli anni scorsi non avere un centravanti con queste caratteristiche.

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venerdì, 20 novembre 2009, alle 11:55

Si riparte

Altro ciclo di partite lungo venti giorni. Questa volta si viaggerà meno e si starà molto di più a San Siro: bel test per il nuovo modulo. E' un ciclo che dirà molto della nostra stagione: ci giochiamo la qualificazione e il primo posto nel girone (che può significare un ottavo di finale morbido), ci giochiamo la nostra dimensione in campionato. Battere il ferro finché è caldo!

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lunedì, 16 novembre 2009, alle 11:55

Il Mulino Bianco siamo noi

C'è la pausa e siamo in un bel periodo. Qual momento migliore per tirare fuori un po' di storie da Mulino Bianco delle nostre? Torno allora su alcuni episodi delle ultime settimane.

Il giorno prima di Milan-Real i giocatori e l'allenatore si parlano e chiedono a Paolo Maldini di passare da Milanello. Un limite, perché non ci stacchiamo dal passato? Sarà, ma che bello.

Il giorno prima di Milan-Real Paolo Maldini passa nel ritiro dei blancos per salutare Kakà. E che cosa succede? Succede che Sergio Ramos e Iker Casillas, non due quaquaraqua, gli chiedono di fare la foto insieme e di firmargli un autografo. Come avrebbe fatto un tifosetto qualunque, si inchinano alla leggenda.

Valerio Fiori a Milan Channel dice che non ha mai visto uno che si allena come Nelson Dida. Ah, noi ci rialziamo sempre!

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domenica, 15 novembre 2009, alle 21:44

Nightmare

La scorsa notte ho sognato che superavamo il girone, superavamo un ottavo di finale agevole e poi uscivamo nei quarti. Con l'Inter.

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lunedì, 09 novembre 2009, alle 12:00

Lazio - Milan 1-2 (Thiago Silva, Pato)

Chiudiamo un ciclo del tutto imprevisto: alla fine del primo tempo con la Roma eravamo in zona retrocessione, ora siamo al punto che qualcuno (vaneggiando, sia chiaro) riesce a parlare di scudetto (ma un po' di equilibrio no, vero?).

Ieri abbiamo fatto la miglior gara che ci si potesse aspettare: in vantaggio presto, l'abbiamo controllata gestendo le poche forze residue dopo il tour de force. Facile obiezione: non bastava un po' di turnover? Senza dubbio. E in futuro sarà imprescindibile. Nel caso specifico, però, capisco Leonardo: è umano che, se si continua a vincere e si è alle porte dell'ultima gara prima di rifiatare, ci si affidi ai soliti e si chieda loro l'ultimo sforzo. Ripeto: è umano, non efficiente. Il brutto di questo sistema di gioco è che almeno tre giocatori non hanno ricambi: quindi, per farli riposare ogni tanto, serve l'elasticità di cambiare modulo. L'avremo? Dalla risposta dipende molto del nostro futuro.

Poi io, che amo un calcio diverso da quello che stiamo giocando, mi domando sempre quanto possano reggere i due poveri cristi che giocano davanti alla difesa: Pirlo e Ambrosini (se non altro hanno dei ricambi alle spalle) avranno corso trenta chilometri in due. Ma forse sbaglio io.

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mercoledì, 04 novembre 2009, alle 21:49

Milan - Real Madrid 1-1 (Ronaldinho rig).

Stavolta il Real non fa lo scriteriato: ne scaturisce una partita più bella dell'andata, perché più seria, nella quale il Milan esce alla distanza. Il pareggio è cosa giusta e anche buona, perché ora abbiamo in mano il pallino sia della qualificazione (per gli amanti dei calcoli, va bene anche un ko per 1-0 col Marsiglia se poi si vince a Zurigo) che del primo posto (se facciamo almeno gli stessi punti del Real).

Arrivo tardi con il post (ragioni di lavoro) quindi evito grandi sproloqui, ormai di questa partita avete letto ovunque. Sposto l'attenzione su due singoli e su una considerazione.

Pato: due mesi fa non avrei creduto di vederlo così bene sulla destra. Continuo a pensare che partendo da sinistra dia il meglio, ma l'idea di portarlo sull'altro lato per dare spazio a Ronaldinho è stata ottima. E il gol che aveva fatto ieri...

Dida: nel post precedente scrivevo che per me è tornato ai livelli di 3-4 anni fa. Chiarisco. Non può esserlo tornato sul piano della reattività, perché ha 36 anni. Ma è tornato ad essere un grande portiere. La prova? Guardate con quale sicurezza sta giocando da Verona in poi. Non so cosa, ma in quella testa è scattato qualcosa.

Il modulo: abbiamo un senso, che piaccia o no. Però rinnovo l'invito a Leo: rimaniamo aperti a più soluzioni! Con questo sistema di gioco servono sempre Pirlo e Seedorf. Ora, trattandosi di due esseri umani, qualche volta proviamo qualcosa di diverso, no?

Attenzione a non rilassarsi con la Lazio: il pericolo è altissimo! Dài, che poi c'è una bella sosta con pochi prestiti alle nazionali.

Ps. le pagelle sono spesso strane, ma oggi ho letto dei 6 Ambrosini: ma come si fa?

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domenica, 01 novembre 2009, alle 18:01

Milan - Parma 2-0 (doppio Borriellone)

Può piacere o non piacere, ma abbiamo trovato un'identità. Ora sappiamo come gioca il Milan. C'è voluto un po' per tanti motivi (in primis la necessità di ambientarsi dell'allenatore), ma quello principale è la smisurata importanza che aveva Kakà. Un'importanza che andava al di là del fatto che giocasse da 8, da 6 o da 4.

L'idendità che abbiamo non è di quelle che ti fanno vincere i campionati. Serve piuttosto a dare un senso alla stagione e ad ottimizzare le risorse. E sta funzionando anche perché siamo particolarmente brillanti dal punto di vista fisico (pur con i limiti atletici che nessuno può toglierci). Arriveranno le difficoltà, non c'è dubbio. E soffriremo sempre contro chi sa attaccarci bene. Ma faremo male a tutti: con tre punte e mezza di questa levatura, è scontato.

Ci si aspettava il turnover e c'è stato (nuovi 4 su 11) anche se magari ci si aspettava che anche qualche centrocampista illustre riposasse. A dire il vero, però, sono parsi in condizione e, con il senno di poi, devo ricredermi e dire che Leo ha fatto bene così.

Un Borriellone da urlo (che Iddio ce lo conservi), un Ronaldinho che fatto quel che deve (schifo per 89' ma con due giocate decisive) e un primo gol mai visto (Pirlo che contrasta, ruba palla e lancia Ronaldinho che vola in contropiede: robe dell'altro mondo!).

Ah, dimenticavo: Dida è tornato quello di 3-4 anni fa. Scongiuri autorizzati, ma per me è così.

Dida 7; Oddo 6,5 Thiago 7 Kaladze 6,5 Antonini 6 (Zambrotta 6); Gattuso 6,5 (Ambrosini sv) Pirlo 7; Pato 6 Seedorf 6 (Flamini sv) Ronaldinho 7; Borriello 7,5.

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giovedì, 29 ottobre 2009, alle 00:00

Napoli - Milan 2-2 (Inzaghi, Pato)

Il pareggio è giusto anche se fa venire una rabbia bestiale. Tra Verona e Napoli abiamo racolto quanto meritato: 4 punti. E' stato il Milan più brutto da quando si è rimesso in piedi. Perché? Forse ha ragione Leo nel dire che paradossalmente il doppio vantaggio ci ha fatto giocare peggio. Certo è che non si può iniziare a limitarsi a controllare il gioco dopo dieci minuti. No, non si può proprio. Anche se bisogna prendere atto che, scelto questo sistema di gioco, si continuerà a concedere molto agli avversari, bisogna continuare a far male agli avversari. 

Con due gol presi nel recupero anche le critiche per la gestione dei cambi (non si poteva mettere prima Borriello per tenere palla lontano dall'area?) perdono di peso: in fondo Leo l'aveva portata in fondo.

Capitolo corner. 1) Sarà pur vero che Chievo e Napoli hanno pochissimi saltatori, ma sta di fatto che in due partite di testa l'abbiamo presa sempre noi: allora si può! 2) Abbiamo preso lo stesso gol di Madrid (prima Drenthe, ora Cigarini): mettiamone uno al limite!

Nessun dramma, in ogni caso. Ci sta, succede. L'importante è che anche stasera siamo stati una squadra.

Dida 8; Abate 5,5 Nesta sv (Kaladze 6) Thiago 6,5 Zambrotta 6; Pirlo 6,5 Ambrosini 6; Seedorf 7; Pato 7  Inzaghi 6 (Borriello sv) Ronaldinho 5 (Flamini 6).  
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lunedì, 26 ottobre 2009, alle 10:22

Chievo - Milan 1-2 (doppio Nesta)

Che gruppo! Una cosa non è mai mancata al Milan degli ultimi 8 anni: il cuore. E' prima di tutto con questo che siamo usciti dalla crisi e siamo tornati ad essere una squadra. Conseguenza del cuore e dell'attaccamento è il nuovo assetto, con tre punte più Seedorf. Sta nella svolta tattica la chiave di volta che con il cuore abbiamo cercato? Direi di sì. Abbiamo riacceso l'entusiasmo variando, abbiamo deciso che siamo disposti a rischiare di perdere ogni partita per provare a vincerla. Dentro tutti i talenti e vai col samba. Però invito nuovamente a considerare una variazione di moduli oltre che di uomini in base alle partite.

Ieri bene tutti, con Nesta ormai capitano de facto e Dida che fa il portierone. Da quanto non costruivamo così tante palle gol? Con due larghi, il centravanti e il trequartista costringiamo il Chievo ad allargarsi e palleggiamo meglio. Chiaro che concediamo sul contropiede ma, vivaddio, tiriamo in porta.

Rilevo tre concetti passati sotto silenzio: 1) ieri Pirlo ha firmato due assist su due gol (ok, il primo indiretto); 2) Oddo sta diventando il miglior terzino per rendimento (ok, non brilla sempre al cross ma difende come si deve, ha personalità e spinge); 3) in una settimana abbiamo segnato 7 gol: tutti con Borriello in campo.

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venerdì, 23 ottobre 2009, alle 21:15

Real Madrid - Milan 2-3 (Pirlo e doppio Pato)

Parto da un aneddoto. Ero sicuro della sconfitta del Milan: ne sono testimoni i miei compagni di viaggio ai quali, mentre loro sognavano l'impresa, ripetevo che dovevamo goderci lo spettacolo del Bernabeu e basta. Poi inizia il riscaldamento. Stadio vuoto: gli spagnoli arrivano tutti mezz'ora prima. Ci siamo solo noi del Milan. Entrano i giocatori: boato. Dopo le prime corsette, vedo Pirlo, Nesta e Seedorf che iniziano a parlare con tutti. Leader. E guardo quanto parlano con Dinho e Pato. E mi domando: ma perché non dovremmo tirar fuori una serata delle nostre? E sentenzio: stasera facciamo una gran partita. Ci credo. E cosa succede? Dalla curva, carica per davvero, si alza il coro "Noi ci crediamo". Questi sono segni? Direi che è la storia che si ripete, è l'esperienza.

Poi la partita è quella che speravamo: ribaltamenti di fronte e si gioca come nei Pulcini, cioè tutti all'attacco. Così facendo, il nostro talento (chi l'ha detto che ne avevamo meno in campo?) e i nostri centrali dietro emergono.

Bravo Leonardo, davvero. Soprattutto quando toglie Pippo e mette Borriello (con lui in campo tre gol e tanto spazio per Pato: non è un caso) e quando, nella ripresa, toglie Seedorf dal rombo e passa al 4-2-1-3. Una soluzione da riproporre. Come ho già scritto, ci vuole il bilancino: quest'anno, con tanti giocatori in fase calante, la chiave sta nell'alternare uomini e moduli.

Ps. Il mio amico Di Carlo? Con metodi poco ortodossi vieterà ai suoi di superare la metà campo per 45-60'. Poi cercherà di sfruttare il nostro calo: si difenderà ma giocherà per vincere. Urgono forze fresche.

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lunedì, 19 ottobre 2009, alle 15:32

Milan - Roma 2-1 (Ronaldinho su rigore, Pato)

Alé! Prendete la classifica e sottraete tre punti al Milan: quanto pesa questa vittoria?

Si parte ancora con il 4-4-2 ma con un due d'attacco che non può coesistere. E soprattutto si parte con un errore che è lo specchio dell'annus horribilis. Poi ci abbiamo messo tanto carattere, tanta voglia e tanta applicazione (non mancano mai) che hanno consentito di farcela e di mascherare un gap atletico imbarazzante. In avvio di ripresa, vedendo quel 4-3-3 con Pato largo e senza trequartista, ho pensato che Leo avesse fatto un erroraccio. Mi cospargo il capo di cenere: la soluzione non è facilmente riproponibile, ma per attaccare la linea (stretta e alta) della Roma era ottima. E il secondo gol (molto simile al primo di Pato nel gennaio 2008) ne è stato la conferma.

Ronaldinho (toh, piano piano sta finendo per occupare la stessa posizione in campon che gli aveva ritagliato Ancelotti) va sempre meglio: resta un giocatore spremuto, ma qualcosa può dare ed è l'unico a farci fare gol. In alcune gare è inutile usarlo, in tante altre non vedo perché debba star fuori. Il principio è il solito: le risorse che abbiamo sono poche e vanno centellinate, dosate.

Devo dire che da tempo non ero trascinato così tanto dalla squadra, anche se la partita di ieri non sposta di una virgola le mie aspettative.

P.s. Domani mattina ho il volo. Mercoledì sarò allo stadio. Se riuscirò, vi racconterò la serata già prima di rientrare in Italia.

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lunedì, 12 ottobre 2009, alle 12:54

Obiettivo salvezza

La squadra vale la metà classifica.Guardate la classifica e il calendario. E' verosimile, per non dire assai probabile, che entro due settimane il Milan si ritrovi in zona retrocessione. Non è terrorismo psicologico: è una realtà con la quale tutti dovrebbero fare i conti (tifosi compresi).

Come deve farci i conti Leo? Correggendo un'idea di calcio incompatibile con le forze a disposizione. Voleva la squadra alta e corta, il pressing e la corsa, ma le nozze non si fanno con i fichi secchi, né con i campioni spompati. Prenda esempio dal predecessore: abbassi la squadra e i ritmi, salvo magari in qualche partita particolare (ecco, magari con la Roma, se c'è Borriello, ci si può provare). Non ho mai visto una squadra in corsa per la salvezza giocare ogni domenica con l'ultimo uomo oltre la propria tre quarti. Non possiamo essere i primi  a farlo. Vuoi vedere che per ritrovare l'anima bisogna denudarsi?

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lunedì, 05 ottobre 2009, alle 10:24

Atalanta - Milan 1-1 (Ronaldinho)

Novità e costanti. La novità è il 4-4-2. Inevitabile arrivarci. Strano arrivarci scegliendo Flamini ala destra quando Abate e Jankulovski (in questo caso spostando Seedorf sull'altro lato) sono disponibili. Le costanti sono tutte le altre, a partire da un primo tempo imbarazzante. Il problema vero è che non abbiamo cambio di passo quando recuperiamo palla: nelle corde ce l'hanno solo i succitati Abate e Jankulovski e Pato ma il Papero è ormai un desaparecido (non è ora di insegnargli a muoversi e di strizzargli un pochettino le palle?). Confidiamo in Borriellone.

Leo. E' l'ultimo dei colpevoli. Proprio l'ultimo. Ma prenderei in considerazione l'idea di cambiarlo, anche se a uno della famiglia gli sgarbi non si fanno. Se, come pare, avrà un'altra chance gli consiglio di dare meno la sensazione di essere spaventato. Se anche lo fosse, non dovrebbe darlo a vedere. E' un condottiero.

Il capitano. Il vero leader di questa squadra è Sandro Nesta. In campo è fenomenale. Mercoledì era andato dai giornalisti a dire "giochiamo malissimo", quando gli altri sono stati belli zitti. Ieri, la stessa cosa. Con tanto di j'accuse che esprime il malumore del gruppo verso il tecnico e l'insoddisfazione generale di chi non è abituato a perdere. Al gruppo, che sta dando tutto in campo (se ha poco da dare è altra questione), c'è poco da dire.

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giovedì, 01 ottobre 2009, alle 00:14

Milan - Zurigo 0-1

1) Dopo la partita con il Bari l'avevo pensato ma non avevo avuto il coraggio di dirlo, né di scriverlo. Ora mi sembra inevitabile dirlo: guardiamoci alle spalle. Se perdiamo a Bergamo, piombiamo in zona retrocessione con la prospettiva di rimanerci almeno due settimane.

2) Avete presenti quelle esercitazioni dieci contro zero che si fanno per allenare i movimenti d'attacco? Ecco, il Milan oggi non vincerebbe nemmeno quelle. Il momento è fatto così: siamo stanchi, scarsi, incompleti, demotivati, sfortunati e basta un soffio di vento per abbatterci.

3) Lo Zurigo è una squadra di serie B. Quel centravanti lì, che nemmeno mi ricordo come si scrive, l'ho visto con i miei occhi nel Brescia. Faceva panchina in una squadra che fallì la qualificazione ai playoff.

4) Leo fa tenerezza. A me per lui dispiace tanto, perché è l'ultimo dei colpevoli. Mi dispiace così tanto che faccio finta di non aver visto che commette gli stessi errori di Ancelotti con Seedorf (non può giocare ogni tre giorni!) e Jankulovski (non può giocare terzino, e il corner del gol arriva dall'ennesima sua dormita!), che ha portato la squadra ad un accelerato stato di sfinimento chiedendole un gioco che non può sostenere, che ha sempre un'aria da cane bastonato che non può scuotere nessuno (la metà delle sue risposte ai cronisti inizia con "non lo so" o "è difficile"). Nel post partita ha detto che ora qualcosa cambierà: coraggio. E in bocca al lupo.

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martedì, 29 settembre 2009, alle 00:04

Buon compleanno, presidente. Fatti un regalo

Caro Silvio,

non è che noi poveri mortali possiamo farti un regalo per il compleanno. Come si dice di certi bambini molto fortunati, direi che hai tutto: potere, consenso, soldi, donne, figli. Non ti manca niente. Anzi una cosa, una sola, l'hai persa.

Lo sai dove voglio arrivare. Hai perso il Milan, quel sogno, quel giocattolino che ti piaceva tanto. E il Milan è anche un popolo che non è più ai tuoi piedi, calcisticamente. Okay, hai tutto e dal Milan hai avuto tutto. Ma non cercare di farmi credere che davanti al conto in banca o davanti al popolo pidiellino o in dolce compagnia provi la stessa emozione dei cori dello stadio, degli 80mila del Nou Camp, della telefonata con Sacchi prima di Napoli. Suvvia, cribbio, è un'altra roba.

Qualcuno, in famiglia, ti dirà di lasciar stare. Non ha capito. Né cos'è il Milan né quanto il Milan ti sia servito anche in politica, perché ha costruito parte della tua immagine.

Perché mai alla tua età dovresti negarti il regalo che, sotto sotto, tornerebbe a darti qualche brivido? A farti, a farci sognare un po'? Fattelo e faccelo, 'sto regalo. Riprendi il Milan. Compralo. E' lì, non aspetta altro.

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lunedì, 28 settembre 2009, alle 11:42

Milan - Bari 0-0

Le parole sono poche, già quasi finite prima che arrivi ottobre. Siamo solo alla sesta stazione.

Inutile prendersela con la squadra, cui mi pare non si possa imputare mancanza di impegno: essere imbolsiti non è una colpa.

Inutile, oggi, prendersela con la società, ché almeno fino a gennaio non può intervenire. E, guarda un po', anche il presidente da qualche tempo parla d'altro.

Chiediamo a Leo di tirare fuori qualcosa in più. Non so cosa, perché la coperta, dovunque la si tiri, è sempre, inesorabilmente corta. Altrimenti cambiamolo e prendiamo Cosmi, Sonetti, Mondonico. Almeno ci saremo tolti la soddisfazione di togliere la maschera. Forza, vecchio Milan.

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giovedì, 24 settembre 2009, alle 19:25

Udinese-Milan 1-0

Il brutto è che c'è poco da dire: la nostra dimensione attuale è questa, è quella di una squadra che, se giochi la schedina, ti giochi la sconfitta a Udine. Come se ci fosse Udinese-Palermo o Udinese-Roma.

Non è il massimo citare se stessi, ma ieri vedendo la partita ripensavo a quel che pensavo durante Marsiglia-Milan (e che scrissi dopo quella gara): quante partite all'anno abbiamo nelle gambe come quella? Sette, otto, dieci? Non di più. Chiaro che non potessero essere due in una settimane. Ad maiora.

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lunedì, 21 settembre 2009, alle 11:48

Milan - Bologna 1-0, Seedorf

Nelle settimane scorse dicevo che entro poco tempo a prendere in mano questa squadra sarebbe stato Seedorf. Sinceramente non mi aspettavo che potesse fare così in fretta. Ma il nostro Senato è questo: infinito.

Mai lo feci, ma lo faccio: spezzo una lancia in favore del Gaucho. Piano a giubilarlo. Non ci darà mai granché ma qualcosa da lui ci serve. Con il Bari deve avere una chance e credo l'avrà. Dài!

Abatino piace. Antonini, evidentemente, non ha conquistato nemmeno questo allenatore: monetizziamo un minimo?

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martedì, 15 settembre 2009, alle 23:51

Olympique Marsiglia - Milan 1-2 (doppio Inzaghi)

Cartuccia  numero uno. Il carattere, la voglia, l'esperienza e la personalità fanno sbancare Marsiglia al vecchio Milan. La sensazione che dà la squadra, ottima per un tempo e in affanno ma senza troppo concedere per l'altro tempo, è di aver sparato in una notte le energie di un mese. Come a dire: di partite così intense ce ne possiamo permettere poche e le calibreremo. La prima cartuccia è stata spesa, benissimo, stasera. E serviva, perché vale mezza qualificazione.

Leo a testa alta. Rideva, il simpatico Leonardo, quando gli dicevano che è Silvio a fare la formazione. Chiaro che non è così e mai è stato così: su Ronaldinho Leo ha l'obbligo di puntare, perché è fra i pochi che, ci si creda o no, possono risolverci qualche partita da soli. Ma l'obbligo di puntarci non significa suicidarsi: e allora stasera, dove non c'era spazio per esperimenti, niente Dentone. E dentro il vecchio Milan: tre in mezzo più Seedorf  a fare da cerniera, Inzaghi unica punta e uno (una volta era Kakà, stasera Pato) libero di muoversi a piacimento. Pilota automatico.

La legge non è uguale per tutti. Il Milan di quest'anno è una repubblica non democratica fondata sul lavoro di Thiago Silva e Nesta. La baracca la tengono in piedi loro. Tanta fatica anche per Oddo che però reggono con l'esperienza.

Un pugno nello stomaco? L'unica vera insufficienza della serata va all'inguardabile Pato, buono solo per essere entrato nell'azione del primo gol. Deve capire che - a due anni dallo sbarco, a uno e mezzo dall'esordio e dopo la partenza di Kakà - le sue responsabilità sono cresciute. Quando siamo in difficoltà, deve tornare a prender palla. Deve saltare l'uomo. E non deve fare falli assurdi come quello che ci è costato il gol. Serve che qualcuno lo sferzi per bene in certe serate.

Non leggete solo queste, sono un gioco. Storari 6,5; Oddo 6,5; Nesta 7,5; Thiago Silva 7,5; Zambrotta 6; Flamini 7; Pirlo 6,5; Ambrosini 5,5; Seedorf 8; Pato 5; Inzaghi 8. (Gattuso 6; Huntelaar e Abate sv). Leonardo 7.

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domenica, 13 settembre 2009, alle 18:04

Livorno - Milan 0-0

Può una squadra dare la sensazione di essere stanca alla terza giornata di campionato? In due giorni ho visto giocare Mantova, Reggina, Livorno, Milan, Atalanta e Sampdoria e nessuna è arrivata al 90' come noi. Al 90' l'unico che sembrava ancora atleticamente competitivo era Thiago. E siamo stanchi anche di testa.

Seconda partita senza gol. Non ci succedeva da due anni esatti. Arrivammo quinti: ci metterei la firma.

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domenica, 30 agosto 2009, alle 19:40

Milan - Inter 0-4

Sui difetti congeniti di questa squadra mi sono già espresso più volte. Evito di ripetermi: come unica eccezione ripropongo solo il concetto che ci sono almeno otto giocatori che hanno già dato il meglio, eufemismo per dire che sono finiti e che al massimo ne può giocare uno per volta.

Ieri sera però ne è emerso uno nuovo: la fragilità psicologica. Per mezz'ora abbiamo fatto bene. Poi, al gol subito (capita, specie se giochi senza terzino sinistro), ci siamo liquefatti. Quello che è accaduto sul secondo gol è da principianti. 

Il crollo psicologico è una cosa che non può esistere. Ed è una cosa nuova per questa squadra. Il motivo? Non lo so. Ma se ad una squadra che già aveva preso 70 punti in tre anni togli il miglior giocatore e dai la leadership ad un passeggiatore, lo sconforto ti prende. Magari provi a reagire, dai il massimo, ti impegni. Ma basta un soffio di vento per crollare.

Per il resto, senza parole. Non stiamo neanche a parlare di uomini, che ha poco senso. Solo chi c'era può capire cosa sono stati ieri sera 90' seduti su quei seggiolini. Ho temuto per la verginità dello 0-6.

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giovedì, 27 agosto 2009, alle 20:03

Che figata

Io sono contentissimo di aver pescato il Real. Che si vinca o che si perda, chissenefrega. Sai che fascino? Per il resto sembra assurdo ma ci si gioca molto già alla prima. Del resto su un totale di sei partite di cui due con lo Zurigo...

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giovedì, 27 agosto 2009, alle 00:34

In vista del derby

Prendendo per buone le formazioni date finora per probabili dalle agenzie di stampa:

Storari - Julio Cesar:      molto meglio loro

Zambrotta - Maicon:        molto meglio loro

Nesta - Lucio:                  meglio noi

Samuel - Thaigo Silva     meglio loro

Jankulovski - Chivu        molto meglio loro

Gattuso - Zanetti             meglio noi

Pirlo - Vieira                    meglio noi

Flamini - Thiago Motta   pari

Ronaldinho - Stankovic  meglio loro

Pato - Eto'o                     meglio loro

Borriello - Milito            meglio loro

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lunedì, 24 agosto 2009, alle 12:27

Siena-Milan 1-2, doppio Pato

La partita dell'altra sera mi ha ricordato Milan-Lazio dell'anno scorso: squadra nuova, corta e aggressiva. Con un interrogativo: ci sono le forze per continuare a farlo? Io credo di no. Ma credo anche che siamo meglio attrezzati dell'anno scorso, almeno in questo senso.

La spinta dei nuovi. Thiago Silva-Nesta (due nuovi) non sono esattamente Favalli-Maldini. E allora alziamo la difesa, alleluja! E Ronaldinho deve ringraziare due persone: in primis se stesso, perché l'anno scorso non era così in forma neppure quando giocava sempre; e poi Borriellone (altro nuovo) che corre anche per lui e gli consente di starsene buono buono sulla trequarti. Dinho, anche se non rincorri gli avversari fa lo stesso: dacci qualità, che alla quantità pensano altri.

Il buco/1. Per giocare come inaugurato a Siena, ci vogliono esterni che vadano. E siccome dal mercato arriverà poco o nulla non resta che inventarsi qualcosa: inevitabile cercare di rigenerare Oddo se non partirà e scontata l'apertura di credito per Antonini, io dico che Bonera tornerà utile e che in alcune (poche) partite si potrebbe rischiare Abate.

Il buco/2. Per giocare come inaugurato a Siena, ci vogliono centrocampisti che si buttino negli spazi (vedi Flamini sul secondo gol). Lo sanno fare solo Ambro e, poco Flamini. Bisognerà inventarsi qualcosa: Abate anche qui tornerà utile e alzare Jankulovski sarebbe cosa buona e giusta (ma chi va dietro?) ma altro non saprei dire.

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giovedì, 20 agosto 2009, alle 22:27

Sperem de no

Sentite Luca Serafini, giornalista Mediaset e tra i migliori amici di un paio di bandiere rossonere (non certo un nemico, insomma): "I compagni ora non hanno nulla da rimproverare a Ronaldinho. Se questo quando si gira non sa a chi dare la palla è perché non c'è uno straccio di schema offensiva che venga provato. I giocatori dicono che questo è il risultato di aver scelto come allenatore un funzionario della fondazione benefica di famiglia" (parole dette in diretta tv a Telenova).

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martedì, 18 agosto 2009, alle 12:50

Trofeo Berlusconi: ecco il Milan

Partita dal livello piuttosto basso: se queste sono le squadre che devono togliere all'Inter, stiamo freschi. Anche se ieri a San Siro non si stava freschi per niente e non è un'attenuante da poco.

Il Milan di certo ha fatto meglio delle precedenti uscite: ci voleva poco.

Le note più confortanti arrivano dalla difesa: se Nesta e Thiago Silva sono questi, siamo a cavallo. Le note più emozionanti arrivano dal centrocampo: Pirlo e Gattuso sono da libro cuore per l'impegno, ma fanno anche un po' di tenerezza, questi due vecchi leoni, perché si vede il segno del logorìo del tempo (al 54' Gattuso perde uno spalla contro spalla con Diego: il tifoso capisce perché arriveremo dietro alla Juve). Le note più interessanti arrivano dall'attacco: abbiamo capito perché Leo voleva Luis Fabiano. Perché, nel disperato tentativo di rianimare Ronaldinho, tiene, almeno in partenza e quando la palla è degli avversari, le due punte più larghe e il dentone trequartista molto avanzato. Una mossa disperata quanto sballata: Ronaldinho non ha il passo per inserirsi e in questo modo Huntelaar gioca palesemente fuori ruolo. L'unica conseguenza positiva che ne discende è che Pato gioca dove piace a lui.

Una vittoria serviva come il pane: ecco spiegate quelle maxi esultanze che però sono anche un bel segno di decadenza. Un po' come la grande agitazione di Leonardo: sembrava uno alle prime armi.

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giovedì, 13 agosto 2009, alle 11:34

Gattuso!

Mamma mia che intervista quella di Rino Gattuso a Milan Channel, nonostante un intervistatore che non è propriamente un'aquila. Due i concetti che arrivano dritti alle orecchie di società e compagni.

1) Dobbiamo avere lo spirito di quando eravamo in B. Boom! Botta alla società (e "basta fare una bella stagione, anche senza vincere").

2) Dobbiamo pensare alla squadra sempre, anche a casa. Boom! Sferzata ai compagni.

C'è il capitano, Ambrosini. E c'è il leader, Gattuso. Uno di noi.

E brava la società sull'affaire portieri. Passare a costo zero da Kalac a Roma, che ha esperienza internazionale ed è un perfetto dodicesimo, è un bel colpo.

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sabato, 08 agosto 2009, alle 12:00

Da che parte la guardiamo?

Bicchiere mezzo pieno. In due anni solari abbiamo tesserato Pato, Flamini, Borriello, Thiago Silva e Huntelaar. Tutti entro i 27 anni, tutti con almeno 5 anni davanti.

Bicchiere mezzo vuoto. In due anni solari abbiamo tesserato Emerson, Zambrotta, Ronaldinho, Shevchenko. Tutti acquisti di gente che ha già dato il meglio, talora in ruoli dove eravamo già coperti.

E poi abbiamo venduto Kakà.

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domenica, 02 agosto 2009, alle 12:24

Un centravanti che sogno da anni. Con tanta umiltà

Mettiamo sul piatto Huntelaar e Luis Fabiano.

Il brasiliano a 20 milioni o l'olandese in prestito? L'olandese.

Il brasiliano a 18 milioni o l'olandese a 10? L'olandese.

Il brasiliano a 14 milioni o l'olandese a 12? L'olandese.

Il brasiliano a 14 milioni o l'olandese a 18? L'olandese.

Chiaro?

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martedì, 21 luglio 2009, alle 00:11

Tacchini, progetti e domande

Circola, tra chi è meno critico nei confronti della società, un'affermazione: "Questa dirigenza merita fiducia per tutto quello che ha fatto, ha un credito. Per questo pensiamo che anche stavolta il suo progetto possa essere quello buono".

Mi viene in mente il tacchino induttivista di Bertrand Russell e Karl Popper. Il tacchino fin dal primo giorno ha osservato che al mattino il padrone gli porta da mangiare. Quindi è felice quando lo vede arrivare: l'esperienza gli ha insegnato che arrivano buone cose. Ma sarà felice anche la mattina del 25 dicembre, non sapendo che quello è il giorno in cui il padrone gli tirerà il collo.

Ecco, ora io non mi chiedo se il progetto sia buono. Mi chiedo quale sia. Qualunque fosse, mi andrebbe bene. Ma qui non vedo niente.

1) Se c'è il progetto-giovani, spiegatemi perché rinnova Favalli e perché non resta Paloschi (con il quale non vinci niente, ma almeno capisci qual è la linea).

2) Se c'è il progetto giovani, spiegatemi perché inseguiamo un centravanti prossimo ai 29 anni.

3) Se da mesi si sapeva di dover spendere poco, spiegatemi perché l'inverno e la primavera non sono serviti per anticipare la concorrenza e scegliere in anticipo gli obiettivi, magari pescando tra quelli che costano meno (del resto Kakà, Van Basten e Shevchenko come sono arrivati?).

4) Mi chiedo come possa Leonardo passare da un centravanti boa come Dzeko a uno di movimento come Luis Fabiano. Può chiarire che tipo di centravanti gli serve?

5) Mi chiedo come si possa in maggio parlare di 6-7 acquisti e un mese e mezzo dopo dire che serve solo un centravanti.

6) Mi chiedo come si possa dire che, se non è arrivato il terzino sinistro, in difesa siamo a posto con Onyewu: ma cosa c'entra uno stopper di un quintale con un uomo di spinta? Come possono essere intercambiabili?

7) Mi chiedo come si possa pensare a rovesciare il triangolo di centrocampo con Pirlo. Lo mandiamo ad accorciare sulla prima punta?

8) Mi chiedo come si possa pensare al 4-3-3 con tre attaccanti esterni in rosa, di cui uno reduce da una stagione normale in una squadra retrocessa.

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